giovedì 3 maggio 2012

PRIMO MAGGIO PETILINO - ringraziamenti del Presidente


Primo Maggio Petilino
Un grazie di cuore alle Associazioni People e La fenice per la loro collaborazione, un grazie a tutti i ragazzi di Progetto Giovani per l'impegno dimostrato in questi giorni.. un grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell'evento: al Service di Antonio Ammirati, a Don Peppe per il prestito degli spazi, al Comune e ai loro tecnici che in quiesti giorni sono stati molto disponibili, ai Gruppi: Opsonica, Gli Estratti, i Soundhertz, gli MDP, a Salvatore Grano, agli FB Rocca...Un grazie a tutti coloro che ci hanno onorato della loro presenza e che hanno voluto passare una fantastica giornata di sole al Primo Maggio Petilino... Un grazie a chi ha acquistato semplicemnte un biglietto della Riffa ed ha contribuito alla realizzazione dell'evento.. Un grazie a tutti e basta!!! sono questi i valori e motivi che ci danno la forza e gli stimoli per creare eventi utiili alla società, a far elaborare la nostra fantasia e a spingerci ad avere idee nuove. .. grazie a tutti!!
IL PRESIDENTE

mercoledì 2 maggio 2012

20 SIGARETTE - CINEFORUM

20 SIGARETTE

SABATO 5 MAGGIO ORE 18:00 C/O ASSOCIAZIONE PROGETTO GIOVANI

FOTOGRAFIA: Vittorio Omodei Zorini
MONTAGGIO: Alessio Doglione
MUSICHE: Louis Siciliano
NOTE: Tratto dal romanzo "Venti sigarette a Nassirya" di Aureliano Amadei.


L'attentato a Nassiriya visto con gli occhi dell'unico civile sopravvissuto

Senza un lavoro fisso e disoccupato sentimentalmente, Aureliano Amadei sogna il cinema. Per il momento è un giovane filmaker vicino agli interessi dei centri sociali e lontano dalle responsabilità da adulto. Quando il cineasta Stefano Rolla gli propone il ruolo di assistente per un film da girare in Iraq, accetta la proposta, prepara frettolosamente i bagagli e si avvia a intraprendere la sua personale missione. Caso e sfortuna decidono il suo destino: il 12 novembre 2003 si troverà vittima dell'attentato terroristico di Nasiriyya. Rimarrà ferito ma abbastanza vivo da tornare in Italia per raccontare la sua storia.
Accettare che un ragazzo qualsiasi, dagli ideali ingenui e dallo sguardo scanzonato, sia coinvolto in un attacco terroristico, ci costringe a riflettere sul senso della missione italiana in Iraq. Non serve essere pacifisti per pensare che in quello strano mescolamento di disciplina militare dell'esercito e anarchia ideale di un aspirante artista sia accaduto qualcosa di indegno. La storia è vera; è talmente sentita che la regia risponde perfettamente alle esigenze di realismo dell'autore. Il tremolio delle riprese a camera a mano e l'immedesimazione costrittiva della soggettiva - scelta azzardata ma efficace – sono gli strumenti visivi adatti a restituire la tragicità del soggetto. Il risultato sorprende perchè la scelta rende corporee scene di rara crudeltà, evitando con intelligenza il rischio della retorica spettacolare tipica del piccolo schermo, così presente nei servizi giornalistici o nel finto cordoglio politico. Il legame emotivo tra spettatore e regista non si appoggia su banali trucchi di sceneggiatura ma è il risultato di un lavoro onesto che fa vibrare le corde dell'anima. E malgrado qualche chiarificazione di troppo, che si avvicina ad un'affettata didascalia da manuale (lo scontro con i militari in ospedale o la presentazione finale del libro), il film scorre sulla linea di un realismo ostinato che distrugge gli appigli di buonismo e propone l'annullamento della guerra in nome di una pace fatta, sì di contrasti, ma più vicina alla dignità delle persone.
La colonna sonora di Louis Siciliano accompagna l'andamento narrativo con un'accurata sovrapposizione di forma e contenuto: musiche smaliziate per la vita in centro sociale e ritmi più serrati e angoscianti per quella al campo militare. Le venti sigarette del titolo, fumate con disinvoltura dal convincente Vinicio Marchioni, bruciano lo scorrere del tempo. E insieme al fumo, mozzicone dopo mozzicone, prende corpo una consapevolezza rara che dimostra l'inutilità di un militarismo sfrenato. Riflessione scontata? Forse. Ma drammaticamente indispensabile.

domenica 22 aprile 2012

MARE DENTRO - CINEFORUM

MARE DENTRO

SABATO 28 APRILE ORE 18:00 C/O

 ASSOCIAZIONE PROGETTO GIOVANI

Titolo originaleMare adentro
Nazione: Spagna
Anno: 2004
Genere: Drammatico
Durata: 125'
Regia: Alejandro Amenábar

Cast: Javier Bardem, Belen Rueda, Lola Dueñas, Mabel Rivera
Produzione: Sogecine Sogepaq

Data di uscita: Venezia 2004
04 Settembre 2004 (cinema)



Un film magnifico sul rapporto tra l'uomo e la morte

UNA STORIA VERA:
Ramón Sampedro (Porto do Son5 gennaio 1943 – Boiro12 gennaio 1998) è stato uno scrittore spagnolo, attivista per il riconoscimento legale del diritto all'eutanasia in Spagna.
Pescatore galiziano, rimase paralizzato a 25 anni in seguito ad un incidente dovuto ad un tuffo e passò gli altri 29 anni della sua vita a scrivere poesie e chiedere il suicidio assistito.

La lotta per morire 

Le sue argomentazioni enfatizzavano il fatto che lui fosse assolutamente certo della sua decisione di morire ma, a causa della tetraplegia, non era in grado di suicidarsi senza aiuto. Sostenne che il suicidio è un diritto e che tale diritto gli era negato per cui intentò una causa legale (la prima di questo tipo in Spagna) tentando di vedersi riconosciuta legalmente la possibilità di ricevere assistenza per porre fine alla sua vita. La sua petizione venne rigettata e i giudici specificarono che chiunque lo avesse aiutato a morire avrebbe commesso un reato.

La morte 

Sampedro morì il 12 gennaio 1998 a Boiro, avvelenato da cianuro di potassio. Molti giorni dopo, una sua amica, Ramona Maneiro, fu arrestata con l'accusa di averlo aiutato a suicidarsi ma venne rilasciata per insufficienza di prove. In seguito nessun'altra accusa venne più formulata per la morte di Sampedro.
Nel 2005, dopo la decorrenza dei termini di prescrizione, Ramona Maneiro partecipò a un talk show, e ammise di aver procurato a Sampedro il cocktail al cianuro e una cannuccia. Disse inoltre di aver ripreso con la videocamera le ultime parole di Ramón e di essere stata nella stanza quando lui morì, affermando di aver fatto tutto per amore.

Le opere 

Sampedro scrisse due libri: Cartas desde el Infierno (Lettere dall'inferno), una raccolta di scritti pubblicata nel 1996, e il poema in galizianoCando eu caia (Quando cadrò), pubblicato postumo nel 1998.


TRAMA:

Chi scrive, nel tentativo forse inutile di evitare grossolane stilizzazioni, vorrebbe astenersi dall'emettere un qualsiasi giudizio etico sul film di Amenabar in concorso a Venezia 2004.
Premessa fondamentale perché Mar adentro passa su un tema troppo delicato e fragile per essere qui discusso: l'eutanasia, ciò cui Ramón, il protagonista del film, ambisce da 28 lunghi anni, da quel giorno maledetto in cui un tuffo mal calcolato lo ha reso tetraplegico, costretto per sempre dentro quattro mura, su una letto, tagliato fuori della sua stessa vita.
Il ritorno in Spagna di Amenabar è un'opera meravigliosa dall'inizio alla fine, che si pregia di una grande prova d'attore di Javier Bardem, tra i migliori in circolazione oggi. In Mar adentro l'uomo/la storia si racconta da sé, attraverso i profumi, i colori e i suoni della vita che materializza con efficacia sublime. Amenabar scansa verbosità e moralismi sempre abusati dai film che trattano di handicap, e ci regala un gioiello che sa parlare al cuore e alla testa, capace di infondere nuova speranza che il cinema possa tornare a narrare l'uomo con toni epici. È proprio questa la banale, sconcertante, sconvolgente novità di Mar adentro: che il suo protagonista non è un tetraplegico, un "più debole", un freak. No, Ramón Samperdo è un uomo. E scusate se è poco.
Mare dentro non deludele aspettative che un titolo così evocativo genera: un film magnifico, che parla di uomini, del loro rapporto con il mondo e la natura, di Dio e della morte, e ne fa uno spettacolo grandioso. Proprio quello che è la vita. Proprio quello che è il cinema.

mercoledì 18 aprile 2012

Persepolis - Cineforum

PERSEPOLIS

SABATO 21 APRILE ORE 18:00 C/O
ASSOCIAZIONE PROGETTO GIOVANI



Titolo originale: Persepolis
Nazione: Francia
Anno: 2007
Genere: Animazione
Durata: 95'
Regia: Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi
Cast: Catherine Deneuve, Danielle Darrieux, Simon Abkarian, Gena Rowlands, Chiara Mastroianni, Tilly Mandelbrot
Data di uscita: Cannes 2007
29 Febbraio 2008 (cinema)
Nominations Oscar 2008


Persepolis è un film d'animazione del 2007, candidato all'Oscar, basato sulla graphic novel autobiografica omonima. Il film è stato scritto e diretto da Marjane Satrapi, l'autrice delle memorie, e da Vincent Paronnaud. La storia (che è un romanzo di formazione) inizia poco prima della Rivoluzione iraniana. Nel film viene mostrato, inizialmente attraverso gli occhi di Marjane a nove anni, come le speranze di cambiamento della gente furono infrante lentamente quando presero il potere i fondamentalisti islamici, obbligando le donne a coprirsi la testa e imprigionando migliaia di persone. La storia si conclude con Marjane, ormai ventiduenne, che espatria. Il titolo è un riferimento all'antica città storica di Persepoli.

Il film ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes 2007 ed è stato distribuito in Francia ed in Belgio il 27 giugno 2007. Nel suo discorso durante il ricevimento del premio a Cannes, Satrapi ha detto: "Nonostante questo film sia universale, voglio dedicare il premio a tutti gli Iraniani.
In Italia il film è uscito nelle sale il 29 febbraio 2008.

TRAMA:
Tratto dal fumetto di Mariane Satrapi.
L'infanzia della scrittrice a Teheran dalla fanciullezza durante la rivoluzione islamica alle bombe del conflitto Iran/Iraq, dall'insofferenza per il velo alla scelta di emigrare in Francia.

CINEFORUM- NUOVA SEZIONE DEL BLOG

In alto a dx noterete una nuova "barra" cliccandoci sopra si potrà accedere alla nuova sezione del cineforum, un Progetto di Marco Grano & C.!!